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Fuori stagione

Quando percepisci

l’esatto momento di

quello che stai facendo per te,

c’è un incontro raro

tra intuizione e delicatezza:

Un territorio vasto con

la semplicità di chi si rivela,

come di chi ha già

attraversato un mare!

È raro, ma quando accade,

poi nasce un sole,

con la naturalezza di chi

non ha ancora smesso di stupirsi,

senza perdere l’intensità

dello sguardo,

nella particolarità dei volti,

nella diversità del mondo.

 

Fuori stagione,

c’è la voglia di definirsi,

nelle cose scomposte,

non simmetriche,

nelle foglie che restano a metà,

non verdi, non del tutto spente,

di vivere la vita per quello

che è, fino in fondo.

Fuori stagione, il mare, riposa

in pieghe d’argento e silenzio,

mentre le onde, senza fretta,

raccolgono sogni lasciati a metà,

una rosa che sboccia tardi,

una mano che ancora aspetta.

C’è bellezza anche qui,

nel tempo che non promette nulla,

nella quiete che non chiede

applausi, nell’aria ferma,

né calda né fredda,

come se il mondo trattenesse

il fiato prima di cambiare pelle.

Fuori stagione,

qualcosa nasce senza far rumore.

 

Rosita Ceraolo